In queste settimane sono state segnalate criticità nella compilazione di alcune CU: il rischio è che determinate indennità non siano state indicate correttamente tra i redditi di lavoro dipendente, con possibili effetti sui benefici fiscali spettanti.
Per questo, chi si rivolge al CAAF CGIL Roma e Lazio per il modello 730 riceve anche un controllo della Certificazione Unica in sede di dichiarazione dei redditi. Un passaggio importante per evitare errori, dichiarazioni non corrette o la perdita di somme spettanti.
Se hai dubbi sulla tua CU 2026, non inviare il 730 senza una verifica: affidati al Caaf Cgil per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi.
Cosa sta succedendo con alcune CU 2026
La criticità riguarda alcune Certificazioni Uniche 2026 trasmesse dai sostituti d’imposta. In diversi casi è stata rilevata la mancata inclusione, tra i redditi di lavoro dipendente, di alcune indennità erogate.
Può sembrare un dettaglio tecnico ma non lo è. Se un importo non viene indicato nel modo corretto, può non essere considerato ai fini del calcolo della somma aggiuntiva non imponibile e dell’ulteriore detrazione prevista dalla normativa fiscale.
Il problema si riflette in particolare nella nuova sezione della CU 2026 dedicata alle “Somme che non concorrono alla formazione del reddito”, che in alcune certificazioni può risultare incoerente o incompleta.
Quali prestazioni possono essere coinvolte
Le prime anomalie hanno riguardato alcune Certificazioni Uniche emesse dall’INPS, in particolare per prestazioni come:
NASpI; disoccupazione agricola; trattamenti di integrazione salariale, come CIGO, CIGS e assegni; indennità di mobilità in deroga; indennità di maternità; prestazioni legate a TBC e post-tubercolare; indennità di malattia.
Per queste prime casistiche, dopo il confronto tra CAAF e INPS, le certificazioni sono state oggetto di riemissione e risultano corrette. Il monitoraggio però è proseguito anche su altre tipologie di CU, perché non si può escludere che situazioni simili riguardino ulteriori casi.
Perché una CU errata può creare problemi nel 730
Il modello 730 viene costruito anche sulla base dei dati presenti nella Certificazione Unica. Se la CU contiene dati non corretti, anche la dichiarazione precompilata può riportare informazioni incomplete o non aggiornate.
Il rischio concreto è duplice: da una parte la lavoratrice o il lavoratore potrebbe non ricevere un beneficio economico spettante; dall’altra potrebbero emergere importi da restituire o dati da correggere successivamente.
Per questa specifica criticità, inoltre, è stato segnalato che l’attuale struttura del modello 730 non consente sempre di recuperare direttamente in dichiarazione le somme non riconosciute a causa dell’errore nella CU. Per questo è fondamentale verificare la certificazione prima dell’invio.
Cosa fare se pensi che la tua Certificazione Unica 2026 sia errata
La prima cosa da fare è recuperare tutte le Certificazioni Uniche 2026 ricevute: quella del datore di lavoro, dell’INPS o di altri enti che nel 2025 hanno erogato redditi, indennità o prestazioni.
Se hai percepito NASpI, cassa integrazione, malattia, maternità, disoccupazione agricola o altre indennità, è ancora più importante far controllare la CU prima di procedere con la dichiarazione.
In caso di anomalia, può essere necessario chiedere al sostituto d’imposta la rettifica e l’emissione di una nuova CU corretta. Il CAAF, in sede di dichiarazione dei redditi, può aiutarti a capire se i dati sono coerenti e quale passaggio è opportuno fare prima di trasmettere il 730.
Attenzione prima dell’invio
Se la CU viene corretta dopo l’invio del 730, potrebbe essere necessario valutare ulteriori adempimenti. Per questo è meglio fare il controllo prima, portando al CAAF tutta la documentazione disponibile.
Il controllo della CU con il CAAF CGIL Lazio
Chi presenta il 730 tramite il CAAF CGIL Roma e Lazio non si limita a consegnare i documenti: la documentazione fiscale viene verificata in sede di elaborazione della dichiarazione.
Questo significa che la Certificazione Unica viene letta insieme agli altri dati utili per il 730, così da intercettare possibili incoerenze, certificazioni duplicate, dati mancanti o situazioni che richiedono un approfondimento prima dell’invio.
Il controllo è particolarmente importante nel 2026, proprio per le criticità emerse su alcune CU e per il possibile impatto sulla dichiarazione precompilata.
Quali documenti portare al CAAF
Per il controllo della CU e la compilazione del 730 è utile portare tutte le Certificazioni Uniche 2026 ricevute, eventuali CU rettificate o sostitutive, documenti relativi a NASpI, cassa integrazione, malattia, maternità o altre indennità percepite, documento di identità e codice fiscale, dichiarazione dei redditi dell’anno precedente se disponibile, spese detraibili e deducibili da inserire nel 730.
Non aspettare l’ultimo momento
Il modello 730/2026 deve essere presentato entro il 30 settembre 2026, ma in presenza di dubbi sulla CU conviene muoversi prima. Il tempo serve per controllare i dati, verificare se esiste una CU aggiornata e, se necessario, chiedere la rettifica al sostituto d’imposta.
Una verifica preventiva può evitare problemi successivi e aiutare lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati a non perdere importi spettanti.
Devi fare il 730 2026?
Rivolgiti al CAAF CGIL Roma e Lazio: ti aiutiamo a controllare la Certificazione Unica e a presentare correttamente la dichiarazione dei redditi.
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