Il bonus mamme 2026 si può chiedere all’INPS da martedì 20 ottobre. Vale 60 euro per ogni mese di lavoro nel 2026, fino a 720 euro, e spetta alle lavoratrici dipendenti e autonome con almeno due figli e redditi da lavoro fino a 40.000 euro. La domanda va presentata entro il 31 dicembre 2026: l’INPS paga tutto in un’unica soluzione a dicembre.
Bonus mamme 2026: quanto vale
Prendiamo una commessa part-time con due figli di 3 e 8 anni, assunta a febbraio 2026. I mesi di lavoro nel 2026 sono 11, quindi il bonus è di 660 euro. Se avesse lavorato tutto l’anno, avrebbe ricevuto il massimo: 720 euro.
Il calcolo è sempre lo stesso: 60 euro per ogni mese, o anche solo parte di mese, in cui c’è un contratto di lavoro o un’attività autonoma, fino a 12 mesi. Nel 2025 il bonus era di 40 euro al mese, per un massimo di 480 euro.
Sul bonus non si pagano tasse né contributi, e non conta per l’ISEE.
Chi può chiederlo: i requisiti
Servono tre condizioni insieme, su figli, lavoro e reddito.
I figli. Il bonus spetta alle madri:
- con due figli, se il più piccolo ha meno di 10 anni;
- con tre o più figli, se il più piccolo ha meno di 18 anni.
Contano anche i figli adottati o in affidamento preadottivo. Se il secondo figlio nasce nel corso del 2026, il bonus parte dal mese della nascita: per un bambino nato a settembre sono quattro mesi, cioè 240 euro.
Il lavoro. Possono chiederlo:
- le lavoratrici dipendenti, pubbliche e private, a tempo determinato o indeterminato, anche con contratto intermittente o in somministrazione;
- le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni INPS, alla Gestione separata o a una cassa professionale.
Il reddito. La somma dei redditi da lavoro della madre nel 2026 non deve superare 40.000 euro: il reddito del resto della famiglia non conta. Nel calcolo entrano anche le indennità ricevute durante il lavoro, come maternità, malattia e cassa integrazione. Restano fuori NASpI, DIS-COLL e pensioni.
Chi è escluso
Il bonus mamme non spetta:
- alle lavoratrici domestiche (colf e badanti);
- alle madri con tre o più figli, per i mesi in cui hanno un contratto a tempo indeterminato, apprendistato compreso.
Queste ultime hanno già un’altra agevolazione: non pagano i contributi a loro carico, fino a 3.000 euro l’anno, fino alla fine del 2026. Se il contratto a termine diventa a tempo indeterminato durante l’anno, il bonus si ferma dal mese della trasformazione e da lì vale l’esonero.
Le madri con due figli, invece, ricevono il bonus anche con un contratto a tempo indeterminato.
Scadenza della domanda e pagamento
La domanda va presentata entro il 31 dicembre 2026. Chi raggiunge i requisiti a dicembre, per esempio perché nasce il secondo figlio, ha tempo fino al 31 gennaio 2027.
L’INPS paga tutti i mesi del 2026 in un’unica soluzione a dicembre, ma solo per le domande già lavorate in tempo. Le altre vengono pagate da gennaio 2027. Se vuoi ricevere i soldi entro l’anno, meglio non aspettare gli ultimi giorni.
Come fare domanda per il bonus mamme 2026
Il bonus non arriva in automatico: serve una domanda all’INPS. Si può presentare in tre modi:
- online sul sito INPS, con SPID di livello 2, CIE, CNS o eIDAS, dal servizio “Nuovo Bonus mamme 2026” (Sostegni, Sussidi e Indennità, poi Per genitori);
- con il Contact Center INPS, al numero 803 164 da rete fissa o 06 164 164 da cellulare;
- tramite un patronato.
Nella domanda vanno indicati:
- data di nascita e codice fiscale di ogni figlio;
- il tipo di lavoro svolto nel 2026;
- una stima dei redditi da lavoro del 2026, per dichiarare che non superano 40.000 euro;
- l’IBAN del conto su cui ricevere il pagamento.
I requisiti si dichiarano sotto la propria responsabilità e l’INPS li controlla sulle sue banche dati. Se la domanda viene respinta o accolta solo in parte, si può chiedere un riesame online.
Le regole sono nella circolare INPS n. 106 del 16 ottobre 2026. L’apertura del servizio è stata comunicata con il messaggio INPS n. 3343 del 20 ottobre 2026.
Fai domanda con INCA CGIL, il patronato della CGIL
Il bonus mamme è una prestazione INPS: per la domanda puoi rivolgerti a INCA CGIL, il patronato della CGIL, presente a Roma e in tutte le province del Lazio. Gli operatori verificano con te figli, contratti e redditi, così sai prima se il bonus ti spetta e per quanti mesi, e inviano la domanda all’INPS.
Porta con te i codici fiscali dei figli, l’IBAN e le buste paga o i dati della tua attività nel 2026. Trova la sede INCA CGIL più vicina
